Cosa Fare Quando Stai per Mollare

La Bibbia è piena di passi che infondono coraggio alla nostra vita, ma uno in particolare ha sempre avuto un effetto speciale su di me. Sto parlando dei primi tre versetti di Ebrei 12. Questo brano ci sfida a non stancarci o arrenderci.

“Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio. Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo”.

Non sappiamo con certezza chi abbia scritto queste righe, ma i destinatari di questa lettera ci sono ben noti: persone stanche, che stanno perdendo fiducia. In altre parole, tutti noi, e per diverse ragioni. Lo scrittore vuole infondere coraggio nei propri lettori.

 

Circondati da una schiera

Cominciamo dal principio del versetto 1. È scritto: “Poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni …”.

In poche parole, non soltanto ci spinge a non arrenderci, ma ci indica una fonte di ispirazione, una sorgente che dà impulso alla nostra vita e suscita un rinnovato senso di responsabilità. La definisce una “schiera di testimoni”. E di che razza di testimoni si sta parlando?

L’indizio è la parola “poiché…”, un avverbio di congiunzione che ci riporta al capitolo precedente. Ebrei 11 è talvolta chiamato “La sala degli eroi della fede”. È un elenco di personaggi biblici che hanno affrontato sfide enormi, ma hanno serbato la fede per continuare a credere e trovato il coraggio per non smettere di combattere.

Questi, dunque, sono i testimoni. Ma cos’è una “schiera”, che altri traducono con “nugolo” o “nuvolo”? Nel Nuovo Testamento, il termine originale è usato per indicare una singola massa bianca che puoi vedere nel cielo, una nuvola. L’altro, usato in questo caso, si riferisce a qualcosa di più vasto e grandioso, qualcosa di avvolgente, di più simile a una nebbia fitta che ci circonda da ogni lato. Gli antichi Greci usavano questo secondo termine, per descrivere una folla indistinta, un folto assembramento di persone. In Ebrei 12, quindi, abbiamo l’idea di un’enorme folla che ci circonda, ovunque andiamo.

C’è un fenomeno psicologico chiamato “pareidolia”. Una delle esperienze pareidoliche più comuni è quella legata alla percezione di scorgere delle immagini osservando il profilo delle nuvole. Perciò, quando leggi degli eroi della fede in Ebrei 11, pensa a loro come a dei volti amichevoli, nella nube dei problemi più complessi che ci assillano.

 

Qualcuno che vede qualcosa

In che modo la “nuvola di testimoni” ci aiuta ad andare avanti, a continuare a credere, e a rifiutarci di mollare?

Diamo uno sguardo a un’altra parola che compare nel nostro testo: testimoni. Un testimone è, tra le altre cose, qualcuno che vede qualcosa. Un testimone oculare è chi ha assistito a un determinato evento.

Perciò, alcuni leggono Ebrei 12 e pensano che la “nuvola di testimoni” siano coloro che ci guardano dal cielo mentre procediamo lungo la gara della nostra vita. La mia prima reazione è di scetticismo, poiché mi rendo conto che questi eroi del passato non sono più tra noi e vivono in un luogo di pace e gioia perfette. Non sono sicuro che questo loro stato di sereno riposo rimarrebbe inalterato se iniziassero a guardarci mentre lottiamo con i nostri affanni quotidiani.

D’altra parte, il loro ruolo di testimoni potrebbe avere senso se concepito in un determinato altro modo. E se questi eroi fossero coinvolti in una gioia celeste piuttosto che terrena? Ad esempio, alcuni studiosi sostengono che la gioia del cielo non consiste nell’evitare ciò che accade qui sulla terra, ma nel godere di una prospettiva piena ed eterna di ciò che è fonte di una letizia soprannaturale. La vera pace si realizza quando ci muoviamo in direzione delle nostre più grandi benedizioni mentre combattiamo in mezzo alle prove più difficili.

Perciò quegli eroi sono seduti sugli spalti del cielo e ci guardano mentre corriamo? Devo ammettere che può essere un’interpretazione plausibile e può quindi risultare accettabile. La versione traslitterata della Bibbia, rende Ebrei 12:1 in questo modo:

Dal momento che abbiamo una così grande folla di uomini di fede che ci guardano dalle tribune…

Il linguaggio potrebbe essere figurativo o letterale, ma se definiamo testimone come “qualcuno che vede qualcosa”, dobbiamo anche figurarci un’immagine potente e di grande incoraggiamento: proprio mentre ci sentiamo soli e sopraffatti, c’è qualcuno che fa il tifo per noi. I più grandi eroi della storia come Giacobbe, Giuseppe, Mosè e Davide ci stanno incitando con grida di incoraggiamento.

Cerca di ricordare quest’immagine la prossima volta che ti senti scoraggiato e pronto a mollare. Ci sono folle di vincitori che ti hanno preceduto, si sono sentiti esattamente come ti senti tu e, in qualche modo, sono tornati in gioco e hanno vinto il trofeo. Sei tutt’altro che solo!

Rifletti sugli episodi di Ebrei 11. Rileggi le storie di quegli eroi e pensa a come hanno perseverato nella fede e ricorda, così mentre stai guardando ai momenti salienti della loro esistenza, loro stanno assistendo ai tuoi. Che cosa ha dato loro la forza di perseverare?

Un mio amico mi ha raccontato del momento in cui si è quasi arreso mentre correva la Maratona a Louisville, in Kentucky.

Il percorso ha portato il mio amico attraverso un parco famoso per le sue colline. Mentre usciva dal parco, nella parte finale della gara, cominciava a non sentire più le gambe. Aveva una voglia travolgente di cedere alla stanchezza – quando all’improvviso il percorso lo ha portato proprio davanti a uno dei suoi amici, in piedi sulla strada a fare il tifo per lui. In quel momento fu come se il mio amico fosse stato richiamato all’ordine e sentì un forte senso di responsabilità. Non era uno spettatore sconosciuto che guardava, ma qualcuno di cui riconosceva il volto e la voce. Ha così trovato una nuova energia per finire la corsa.

Nei momenti della vita in cui ci sentiamo esausti e facciamo fatica ad andare avanti, sentire quelle voci dalle Scritture fa la differenza, una schiera di testimoni che sono vivi e contano su di noi.

 

Qualcuno che dice qualcosa

Perciò siamo alla presenza di un particolare tipo di testimoni: qualcuno che vede qualcosa. Ma c’è un’altra possibilità. Il testimone è anche qualcuno che dice qualcosa. Questo è ciò che intendiamo quando parliamo di qualcuno che “testimonia”. Non soltanto ha visto qualcosa, ma è in grado di raccontarlo. Costoro sono testimoni della verità. Guardando agli esempi citati nella lettera agli Ebrei, anche questo ha senso. Gli eroi della fede testimoniano nelle pagine delle Scritture.

Quale significato aveva in mente lo scrittore? In Ebrei 11, la parola “testimonianza” ricorre quattro volte e, in tutti i casi, si riferisce a qualcosa che “ci parla”, ancor prima di un episodio che “si vede”. Ebrei 11:4 è l’esempio più indicativo. Lo scrittore ci parla di Abele, figlio di Adamo ed Eva. Che cosa permise ad Abele di entrare ne “La sala degli eroi della fede”? Le offerte che ha innalzato a Dio.

Ebrei 11:4 ci dice che Abele parla ancora, anche se è morto. Perciò si tratta della testimonianza da lui resa, in un certo senso, delle parole che rivolge a noi, anche dalla tomba.

Abele e tutti gli altri eroi continuano a narrare le loro storie, nel tempo e nell’eternità, sia che siamo stanchi e delusi o pronti a mollare. Continuano a dialogare con noi e, ogni parola pronunciata, è un’esortazione ad andare avanti, un incitamento a perseguire la vittoria. Non troviamo mai frasi del tipo: “Ehi, hai fatto ciò che potevi. Ora nessuno ti biasimerà se tiri il fiato e getti la spugna”.

Vorrei che recepissimo questo messaggio e molto altro ancora. Questi testimoni non si limitano a roteare le braccia e gioire. Hanno parole in grado di infondere forza e trasmetterci coraggio nel bel mezzo delle nostre difficoltà. A volte le loro frasi potrebbero non corrispondere a ciò che desideriamo in quel preciso momento, ma sono sempre quelle di cui abbiamo bisogno.

Preparati a fare una passeggiata attraverso “La sala degli eroi della fede”. Esamineremo la vita di alcuni di quelli che sono stati inseriti in questa schiera di testimoni. Spero che sarai disponibile a cogliere alcuni dettagli della vita di certi personaggi, poiché i loro messaggi non invecchiano mai.

Quando ti senti prossimo alla resa, ascolta la folla.

 


Articolo tratto da “Non Mollare!”

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