Come Essere Preparati per la Battaglia Spirituale

L’apostolo Paolo, nel descrivere la gravità della battaglia spirituale che dobbiamo affrontare e la serietà della nostra condizione attuale, non ci risparmia i dettagli: “Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (Efesini 6:12).

Se tutto ciò sembra incutere timore, è proprio perché l’apostolo intende raggiungere questo scopo.

IL MALE ESISTE

Il diavolo è assolutamente reale, ed è un avversario molto potente, decisamente troppo per chi pensa di poterlo affrontare con le proprie forze. Questo è un promemoria doveroso per le persone che vivono in un contesto occidentale, e che sono inclini a ridicolizzare l’idea di un nemico spirituale, vale a dire la presenza di un avversario da prendere rigorosamente alla lettera. Molti ritengono che l’idea di un essere cosmico che non si può vedere, sentire o toccare, e che promuoverebbe il male in questo mondo, sia qualcosa di inconcepibile. Certamente nella loro mente il diavolo, in cui non credono, spesso ha ben poco a che vedere con la visione biblica, ma rappresenta semmai una caricatura, con tanto di zoccoli, corna e coda. Chi prenderebbe in seria considerazione una creatura di questo genere? Il Nemico ha tutto l’interesse che le persone non credano alla sua esistenza, in questo modo può perseguire i suoi obiettivi malvagi, senza suscitare allarmi e agendo di nascosto.

Eppure, qualcuno può dubitare della realtà del male nel nostro universo? Quasi tutti concordano sul fatto che alcune cose non sono solamente tragiche, ma veramente malvagie. Sterminare milioni di Ebrei con il gas nei campi di concentramento è una cosa malvagia. Spingere le bande di giovani ragazzini africani a combattere, farli drogare e poi mandarli a uccidere è una cosa malvagia. Il traffico di donne dell’industria del sesso è un male. Da dove proviene tutta la malvagità che è presente nel mondo? La naturale propensione alla disumanità da parte degli uomini nei confronti dei loro simili non è sufficiente per spiegare una perfidia di tale portata.

LA DIMENSIONE SPIRITUALE

È possibile che in tutta questa depravazione morale ci sia un altro fattore, una dimensione spirituale e quindi soprannaturale? Se credi che l’universo fatto delle cose tangibili che vedi intorno a te sia la sola realtà esistente, allora non vedi il motivo per cui essere turbato e provare indignazione di fronte al male. Da una simile prospettiva, ciò che definiamo “male” deve essere interpretato soltanto come una risposta emotiva alle cose che ci mettono in pericolo, un istinto di autoconservazione innescato dalla biologia evolutiva. Per spiegare la cupa realtà in cui ci troviamo, la Bibbia ha una soluzione più pregnante e decisamente più profonda: riconoscere la vera natura del male e le forze spirituali invisibili che si celano dietro la sua costante ricomparsa con modalità sempre nuove e diverse.

Le convinzioni degli Efesini, a cui l’apostolo Paolo si sta rivolgendo, non sono paragonabili a quelle dei materialisti dei nostri giorni. Quei credenti erano infatti ben consapevoli delle forze spirituali che li stavano circondando, e del fatto che questa realtà avvolga indistintamente tutti i popoli in ogni angolo della terra. Eppure, malgrado ne fossero coscienti, Paolo mette in evidenza il potere dell’opposizione che avrebbero incontrato e che dobbiamo affrontare anche noi: poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, le potenze, i dominatori del mondo di tenebre (cfr. Efesini 6:12).

Alcuni dei termini che l’apostolo Paolo utilizza in questo contesto potrebbero essere dei titoli realmente in uso in quell’epoca, per definire delle entità spirituali dichiaratamente ostili. Efeso era un ricettacolo di persone interessate all’occultismo, questo aspetto viene spiegato meglio in Atti 19:18, 19. A tutti costoro, che non dovevano di certo essere persuasi dell’esistenza di Satana, l’apostolo mette in risalto la particolarità dell’opposizione che avrebbero dovuto affrontare. Di fatto, si tratta dello stesso conflitto che ci troviamo a fronteggiare ancora oggi. Per usare il linguaggio di Pietro, Satana “…va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare” (I Pietro 5:8).

LE NOSTRE LIMITAZIONI

Naturalmente, alla lotta già di per sé impari in questo match di wrestling, si aggiunge il fatto che, se i nostri avversari non sono fatti di carne e sangue, noi in realtà lo siamo. Non godiamo di un ruolo di guida a capo di un principato, non siamo una potenza e non svolgiamo le funzioni di un sovrano cosmico, ma la nostra condizione è quella di comuni mortali, profondamente mancanti e assolutamente inadeguati. Si potrebbe pensare che non siamo coinvolti in questo combattimento, che non siamo chiamati in prima persona a reggere l’urto di questo scontro.

Riprendendo la metafora, seppure riduttiva, da “Il Signore degli Anelli” di Tolkien, si tratta della guerra degli Hobbit contro gli Orchi, un confronto profondamente squilibrato. Eppure, questa è esattamente la battaglia in cui siamo impegnati. Servire nell’esercito del Signore non è un’opzione riservata a quanti sono particolarmente devoti a Dio. La posta in gioco non è la scelta di essere un soldato oppure un civile, ma si tratta di diventare un soldato di Cristo, ben addestrato o del tutto sprovveduto. Un soldato impreparato, fatto di carne e sangue, non sarà in grado di opporsi all’escalation di forze spirituali schierate contro di lui.

UN NEMICO ABILE

Inoltre, questo conflitto si svolge nel mezzo di un “mondo di tenebre” che potremmo definire “il parco giochi” di Satana, fatto di attrazioni che si vedono, si sentono e si assaporano che risultano allettanti, che ci abbagliano e ci seducono spingendoci a peccare. Attorno a noi ci sono parecchie cose che sembrano desiderabili e molte tentazioni potenti che nella nostra carne trovano un alleato sempre disponibile. I beni di questo mondo ci appaiono quanto mai concreti, mentre le realtà celesti sembrano eteree e inafferrabili. Satana può vantare qualche secolo di esperienza in qualità di tentatore, ed è perfettamente conscio di quali tentazioni abbiano maggiori probabilità di attirare ogni singolo individuo per farlo cadere nel peccato. Può essere la scelta di abbandonarsi a una particolare forma di eccesso o a un sottile orgoglio che scaturisce dalla nostra auto-giustizia, o comunque qualsiasi forma di debolezza che accompagna la fragilità della nostra natura umana. Se siamo lasciati a noi stessi, la potente combinazione del mondo e della carne, unitamente all’intervento del diavolo, si rivelerà un mix letale destinato a schiacciarci. Per questa ragione l’apostolo Paolo non si limita a dire: “Porta con te l’armatura di Dio nel caso in cui tu possa averne bisogno”. Piuttosto ci esorta a indossarla poiché di sicuro ne avremo bisogno.

Essendo un abile tentatore, Satana sa anche usare le difficoltà del combattimento a proprio vantaggio. Da bambino guardavo una fiction di fantascienza chiamata Dr. Who. In particolare, ricordo che all’inizio alcuni degli avversari del protagonista erano i Cybermen. Queste terrificanti creature bioniche proclamavano a gran voce: “Resistere è inutile”, mi facevano paura al punto che, a ogni puntata, mi rifugiavo immancabilmente dietro al divano. Allo stesso modo, anche il diavolo cerca di incutere timore nel tentativo di sottometterci, gridando costantemente: “Resistere è inutile!”. Finge di avere un potere maggiore di quello di cui dispone, presentandoci una determinata tentazione come se fosse assolutamente irresistibile. Sembra dirci: “Non ce la puoi fare. Questo è il modo in cui sei stato creato. Devi cedere a questo peccato per essere felice. Per quale ragione dovresti resistere? Sai che alla fine perderai, quindi potresti anche decidere di arrenderti fin da subito”.

LA PORTATA DELLA POTENZA DI DIO

Per contrastare questa strategia, dobbiamo comprendere la portata della provvidenza che Dio ci ha fornito. L’apostolo Paolo desiderava che noi fossimo in grado di opporci alle dinamiche del diavolo e a questo proposito, enfatizzava costantemente la potenza di Dio che rimane in ogni caso superiore.

Ancor prima di passare in rassegna gli schieramenti con cui dobbiamo confrontarci, Paolo ci esorta a fortificarci attingendo allo straordinario potere di Dio, una potenza che non ha eguali. Le parole che l’apostolo utilizza in Efesini 6:10 sono un’eco della medesima espressione greca usata nel capitolo 1 al versetto 19, per descrivere la potenza di Dio che ha risuscitato Cristo. In altre parole, la potenza di cui siamo stati equipaggiati, in vista della nostra lotta contro il peccato, è la stessa che ha riportato in vita Cristo, segnando la Sua vittoria sulla morte.

Questo non è solamente la potenza necessaria a riportare in vita qualcuno come nel caso di Lazzaro (vd. Giovanni 11:1-44). Per assurdo, risuscitare i morti fisicamente non è il vero problema. Eppure, il potere di Dio è immenso al punto da aver risuscitato Cristo dai morti. Gesù che fu sepolto nella morte sotto il peso dell’ira di Dio contro il peccato, vale a dire le trasgressioni di ogni singola persona, è riportato in vita.

Quello stesso potere non solamente ha riportato in vita Gesù Cristo, ma lo ha fatto ascendere nei luoghi celesti e gli ha conferito la posizione che occupa attualmente alla destra del Padre della Gloria. Esiste un potere assoluto, che è molto più efficace di quello terrificante che si scatena contro di noi! Colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo (I Giovanni 4:4).


Articolo tratto da “La Completa Armatura”