Non Ci Riesco


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Sono delle parole che ci vengono molto difficili da dire. Ma è fondamentale che un credente le impari. Occorre confessare la nostra tendenza naturale a dire “ci riesco”. Il nostro cuore, così sicuro di sé, ha bisogno di essere messo in discussione. Non perché Gesù sia duro e cattivo, non lo sarà mai, ma proprio perché Egli ci scruta e ci ama.

Gesù ci ama troppo per assecondare il nostro ego e lasciarci in balia del nostro autocompiacimento. Piuttosto, Egli ci dà dei comandamenti che vanno ben al di là della nostra capacità di ubbidire, allo scopo di condurci a Lui.

Quando chiesero a Gesù quale fosse il comandamento più importante in assoluto, Egli diede questa risposta:

“Gesù rispose: «Il primo è: ‘Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l’unico Signore. Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua’. Il secondo è questo: ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’. Non c’è nessun altro comandamento maggiore di questi»” (Marco 12:29-31).

Ogni cosa è riconducibile a questo principio. Ci sono due comandamenti che racchiudono e sintetizzano tutti gli altri: ama Dio e ama il tuo prossimo.

Ma Gesù non soltanto ha dato questi due comandamenti, li ha anche vissuti. Ha amato Dio senza riserve e ha amato il Suo prossimo in modo perfetto. Gesù ha vissuto una vita di ubbidienza senza alcuna sbavatura. Benché per noi sia impossibile, non lo fu per Lui. La sperimentò in ogni istante, tutti i giorni. La Sua ubbidienza fu completa, fino alla morte sulla croce.

La nostra speranza riposa nella Sua perfetta ubbidienza. La Sua morte ubbidiente, ci salva dal castigo che meritiamo.

Ma c’è dell’altro. La Sua perfetta ubbidienza è essenziale anche per la nostra vita di ubbidienza. Lui l’ha vissuta pienamente e se noi abbiamo fede in Lui, riceveremo la forza per sperimentarla a nostra volta.

Il primo passo per imparare a ubbidire a Dio è comprendere, con piena e sincera consapevolezza, che NON SONO IN GRADO di farlo. Non riesco a ubbidire a Dio (tra parentesi, prima che tu chiuda questo libro e ti arrenda, questo non è l’unico passo. Vedremo che è possibile iniziare a ubbidire a Dio. Ci sono vari passi da fare, ma si parte da qui).

Noi non dobbiamo prendere i comandamenti di Dio ed elaborare una strategia per renderli praticabili e quindi alla nostra portata. Se facessimo questo tentativo, inevitabilmente sminuiremmo i Suoi comandamenti e, anziché ubbidire a Lui, ci atterremo alla nostra rielaborazione dei Suoi precetti, in modo tale da poterci congratulare con noi stessi e sentirci soddisfatti della nostra ubbidienza. Questa è la classica religione creata dall’uomo, ed è profondamente offensiva nei confronti di Dio.

Non bisogna avvicinarsi ai comandamenti divini con un’attitudine un po’ tronfia, nella convinzione di poter fare tutto. Quando ci imbatteremo nei comandamenti divini, ci renderemo conto che vanno ben al di là della nostra capacità naturale di ubbidire.

Anziché affannarci, procedere per tentativi, cercare una scappatoia, oppure reinterpretare un comandamento in una chiave più “realizzabile”, abbiamo bisogno di permettere a Gesù di metterci di fronte all’evidente impossibilità.

Ricorda ciò che Gesù disse al giovane ricco.

Quando leggiamo “Va’, vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri”, la nostra reazione immediata potrebbe essere: Ovviamente non intende dire che dovrei farlo veramente. Sarebbe ridicolo e irrealizzabile. Si riferisce soltanto a quell’uomo. Intende semplicemente dire che dovrei essere più generoso. Sì, penso che potrei riuscire a essere un po’ più generoso. Ci proverò e questa settimana farò un’offerta un po’ più consistente. Ottimo, buona idea!

No, è proprio questo il problema. Pensiamo di riuscirci. Troviamo una soluzione al problema di ubbidire ai comandamenti, eppure non Gli stiamo ubbidendo affatto.

Al contrario, fermiamoci e realizziamo il peso dei comandamenti che Gesù affida alla nostra ubbidienza. Cerchiamo di comprendere come il denaro eserciti un potere sul nostro cuore. Lasciamo che gli stessi comandamenti di Gesù si mostrino come un annuncio rivelatorio. Ogni comandamento che troviamo tra le pagine della Bibbia avrà su di noi questo effetto soltanto se ci fermiamo e impariamo ad ascoltare. Non cerchiamo scappatoie.

Ѐ vero, non ci metterà a nostro agio; non ci procurerà la gradevole ed entusiasmante consapevolezza di quanto siamo bravi, eppure è lì, in quella posizione di debolezza, che impareremo realmente a sussurrare queste due parole: non ce la faccio.

E questo onora Dio più di quanto tu possa immaginare. Ѐ il primo passo nel cammino verso un’ubbidienza gioiosa, profonda e appagante.

Soltanto il primo passo…


Articolo tratto dal libro “Comandamenti Impossibili”