6 Motivi per Essere Cristiani Produttivi

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Per comprendere la produttività devi innanzitutto essere consapevole del perché della tua esistenza.

La produttività non ti darà uno scopo nella vita, ma ti permetterà di eccellere nel vivere il tuo obiettivo attuale. Ti guiderò in un breve “Catechismo della produttività”, con una serie di domande e risposte.

Quando comprenderai le questioni fondamentali sullo scopo e sulla missione che Dio ti ha affidato, sarai pronto per metterti a lavoro. Ecco la prima domanda:

Domanda 1: In sostanza, perché Dio ti ha creato?
Risposta 1: Dio mi ha creato per dargli gloria.

Questa è la domanda che ogni essere umano prima o poi si pone, non è vero? Perché sono qui? Perché sono qui, piuttosto di non esserci? Perché Dio mi ha creato?

La Bibbia ha una risposta: “Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno” (Romani 11:36). Tutte le cose esistono per glorificare il Signore, compresi ognuno di noi. Anche tu sei incluso. Dio ti ha creato perché tu possa glorificarlo ed Egli riceva gloria attraverso di te. Questa è una verità sorprendente da prendere in seria considerazione, e capace di renderci profondamente umili. Quando l’afferri e la metti in pratica, questa trasforma tutta la tua vita. La questione è semplice: non sei tu l’obiettivo della tua vita. Non sei la stella del palcoscenico. Se vivi per te stesso, per i tuoi comodi, per la tua gloria e per la tua fama, mancherai il tuo scopo. Dio ti ha creato per glorificarlo.

Domanda 2: Come puoi glorificare Dio nella tua vita di ogni giorno?
Risposta 2: Facendo opere buone.

Potresti trovarti a tuo agio all’idea che Dio ti abbia creato per glorificarlo, ma resta da porsi questa domanda: che cosa significa farlo realmente? Se vuoi glorificare Dio, devi lasciare il tuo lavoro e diventare un pastore? Se vuoi glorificare Dio, devi disfarti dei tuoi beni, andare in tutto il mondo e fare il missionario nelle regioni più lontane e pericolose della terra? Glorificare veramente Dio significa farlo solamente la domenica, quando sei in chiesa e canti i grandi inni della fede cristiana? Dio è forse onorato soltanto quando leggi la Bibbia e preghi? O c’è un modo per glorificarlo tutto il giorno e sempre, anche in una vita molto ordinaria? Gesù rispose a questa domanda quando disse: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:16). Le tue buone opere sono come una luce, che, quando risplende, illumina Dio. Quando la gente vede questa luce, non dovrebbe guardarti e dire: “Sei incredibile!”. Deve piuttosto guardare a Dio e dire: “Il Signore è meraviglioso”. Non glorifichi Dio soltanto quando parli di Lui o dell’Evangelo agli altri, o quando alzi le mani durante il culto. Certamente sono cose buone, ma non sono l’unico mezzo attraverso il quale puoi glorificare Dio. Anzi. Si glorifica Dio anche quando si compiono opere di bene. L’apostolo Pietro scrive: “Avendo una buona condotta fra i pagani, affinché laddove sparlano di voi, chiamandovi malfattori, osservino le vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno in cui li visiterà” (I Pietro 2:12). Le tue buone opere testimoniano la grandezza dell’Onnipotente di fronte a un mondo che ci osserva.

Domanda 3: Quali sono le buone opere?
Risposta 3: Sono azioni compiute per glorificare Dio e arrecare beneficio agli altri

Ora sai che le buone opere sono importanti e glorificano Dio. Quali sono queste buone opere? Sono forse sfamare i poveri e adottare gli orfani? Sono forse dare denaro alla chiesa, fare volontariato in una mensa o visitare i malati e gli anziani nelle case di riposo? Quali sono le buone opere che siamo chiamati a compiere? La Bibbia ci assicura che le buone opere sono azioni che si compiono per il bene del prossimo e per la gloria di Dio. Sei già molto bravo a fare quelle cose che ti arrecano un vantaggio. Tutti noi lo siamo. Fin dall’infanzia hai imparato a impegnarti per il tuo benessere e la tua sopravvivenza. Tuttavia, quando Dio ti ha salvato, ti ha dato un cuore che anela a fare del bene agli altri. Improvvisamente, hai desiderato fare del bene agli altri, anche a discapito di te stesso. Dopotutto, questo è esattamente ciò che Cristo ha fatto sulla croce. È ciò che Cristo ha fatto, ed Egli ti chiama a imitarlo. Le buone opere, dunque, sono qualsiasi azione compiuta per il bene degli altri. Se sei una madre che semplicemente coccola e rassicura il suo bambino che piange, svolgi un’opera buona che glori fica Dio, perché la compi per il bene del tuo bambino. Se sei uno studente e ti impegni negli studi, svolgi una buona opera che glorifica Dio, perché ciò che apprendi potrà e sarà utilizzato un giorno a beneficio degli altri. Se lavori in ufficio e porti avanti il tuo lavoro con considerazione e rispetto nei confronti dei tuoi clienti e colleghi, svolgi buone opere che glorificano Dio, perché vivi altruisticamente, recando un vantaggio al tuo prossimo.

Non c’è compito nella vita che non possa essere svolto per la gloria di Dio. Ancora una volta, questo è ciò che Gesù ci chiede in queste semplici parole del Sermone sul Monte: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:16).

Domanda 4: Nonostante tutto, tu sei un peccatore. Puoi veramente fare opere buone?
Risposta 4: Sì. I cristiani possono compiere opere buone in virtù dell’opera perfetta di Cristo.

Come cristiano, sei consapevole del tuo peccato. Riconosci che le tue motivazioni non sono mai perfettamente pure, che i tuoi desideri non sono mai perfettamente altruistici, che le tue azioni non sono mai perfettamente giuste. A volte non sei neppure consapevole delle tue motivazioni, né vuoi conoscerle. Se tutto ciò è vero, puoi ancora compiere buone azioni? Sì, puoi fare opere buone. E questo è il motivo per cui Dio ti ha salvato: “Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:10). È semplice: il Signore ti ha salvato perché tu possa compiere opere buone al fine di glorificarlo. Paolo amplia questo tema nella Lettera a Tito: “Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone” (2:14). Cristo ha dato sé stesso per te, perché tu potessi avere zelo autentico nel praticare opere buone. Paolo invita i cristiani a essere fanatici o estremisti delle opere buone, cioè a essere assolutamente impegnati nel fare del bene agli altri.

Coraggio! Puoi davvero compiere le opere che piacciono a Dio. Il Signore è sinceramente contento quando porti avanti queste opere, anche quando non le compi in maniera perfetta o disinteressatamente come desidereresti, oppure quando non sei certo delle tue motivazioni. Anche se le tue migliori azioni sono lontane dall’essere perfette, Dio si compiace in esse e le accoglie con gioia.

Domanda 5: In quali aspetti della tua vita dovresti impegnarti per le opere buone?
Risposta 5: Dovrei impegnarmi per le opere buone in ogni momento e in ogni ambito della vita.

Se puoi glorificare Dio in tutti gli ambiti della tua vita, allora dovresti glorificarlo in ognuno di essi. Non c’è area della tua vita in cui tu non abbia la capacità di fare del bene agli altri e glorificare Dio. Paolo disse: “Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio” (I Corinzi 10:31). Egli scrisse a Tito: “Certa è quest’affermazione, e voglio che tu insista con forza su queste cose, perché quelli che hanno creduto in Dio abbiano cura di dedicarsi a opere buone. Queste cose sono buone e utili agli uomini” (Tito 3:8). A Timoteo scriveva specificamente sulle donne: “Allo stesso modo, le donne si vestano in modo decoroso, con pudore e modestia: non di trecce e d’oro o di perle o di vesti lussuose, ma di opere buone, come si addice a donne che fanno professione di pietà” (I Timoteo 2:9, 10), e alla chiesa di Galazia spiegò: “Così dunque, finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma specialmente ai fratelli in fede” (Galati 6:10). Pietro sostiene altresì che Dio ti ha equipaggiato in maniera soprannaturale per fare del bene agli altri in misura ancora maggiore.

Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri. Se uno parla, lo faccia come si annunciano gli oracoli di Dio; se uno compie un servizio, lo faccia come si compie un servizio mediante la forza che Dio fornisce, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen
(I Pietro 4:10, 11)

La Bibbia è chiara: in ogni tempo e in ogni situazione possiamo fare del bene agli altri, e pertanto dovremmo farlo.

Domanda 6: Che cos’è la produttività?
Risposta 6: Essere produttivi significa amministrare in modo efficace i propri doni, talenti, tempo, energia ed entusiasmo per il bene degli altri e la gloria di Dio.

Ora veniamo al punto: che cos’è la produttività? Essere produttivi significa amministrare in modo efficace i propri doni, talenti, tempo, energia ed entusiasmo per il bene degli altri e la gloria di Dio. La produttività ti chiama a consacrare la tua intera vita al grande obiettivo di glorificare Dio, facendo del bene agli altri. Questa chiamata comporta l’esercizio dei tuoi doni, cioè i doni spirituali ricevuti quando il Signore ti ha salvato. Ciò comporta lo sviluppo dei tuoi talenti, cioè delle capacità naturali che ti ha concesso il Signore. Si tratta di gestire il tempo, quelle ventiquattro ore che Dio ti dà ogni giorno; ciò comporta far uso della tua energia, la forza o vitalità che fluisce e scorre attraverso i giorni e le settimane; e richiede anche il tuo entusiasmo, la passione e l’interesse per le opere che ami compiere. Dio ti chiama a prendere tutto questo e applicarlo con cura, fedelmente e in modo coerente per il grande obiettivo di fare del bene agli altri.