Affrontare le Nostre “Correnti Emotive”

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Carolyn è cresciuta vicino alle rive del Lido Beach, sulla costa del golfo della Florida, dove la sabbia bianca scintilla come il quarzo, le conchiglie rosa perla punteggiano la spiaggia con mille piccole pozzanghere, e le onde turchesi lambiscono dolcemente la battigia. In queste acque tranquille, tuttavia, sono in agguato delle correnti marine veramente anomale. Ci sono delle correnti d’acqua che si muovono rapidamente, in grado di trascinare al largo anche il nuotatore più esperto. Le correnti anomale si presentano senza preavviso, si muovono a un ritmo vorticoso e rapidamente fiaccano la resistenza di qualsiasi bagnante che, pur provando a raggiungere la riva, viene assalito inevitabilmente dal panico. Ogni anno, molte persone perdono tragicamente la vita proprio a causa di queste correnti così insidiose.

Carolyn ricorda sua madre che, perennemente in ansia, prima di andare in spiaggia, avvertiva i suoi figli: “Qualunque cosa facciate, fate attenzione alle correnti anomale!”. I ragazzi impararono a essere vigili dopo una tempesta, e soprattutto a stare attenti quando nuotavano a largo. Alcuni anni fa, due amici canadesi, un fratello e una sorella, vennero a trovarci e per un po’ di tempo frequentammo questa spiaggia. Mentre solcavano placidamente le acque sui loro gommoni, incapparono in una di queste correnti. Carolyn e i suoi fratelli rimasero a guardare impotenti, mentre i due amici cercavano inutilmente di tornare a riva: la corrente li stava trascinando a largo e quindi verso il mare aperto. Erano atterriti. Fortunatamente, uno dei bagnini di servizio riuscì a salvare gli amici di Carolyn in preda al panico e ormai esausti. Questa esperienza dette nuova solennità alle raccomandazioni di sua madre.

LE “CORRENTI ANOMALE” DELLE NOSTRE EMOZIONI

Le nostre emozioni sono come un oceano pieno di correnti anomale. Galleggiamo sul mare e proviamo sensazioni felici, quando improvvisamente ci troviamo di fronte a una potente corrente anomala, un fiume di rabbia in rapido movimento o una sorta di mulinello, una depressione che ci trascina in basso. Un momento ti senti bene, mentre il momento successivo sei sopraffatto da dolore e amarezza, o diventi gelosa e sconvolta. Tuo marito fa un commento, la tua amica ostentala sua fede nuziale, il tuo bambino versa il latte sul pavimento, una canzone ti fa rivivere la tua tristezza. Apparentemente affiorano dal nulla. Come un fulmine a ciel sereno.

Le correnti emotive anomale sono tanto caotiche quanto imprevedibili. “Le mie emozioni hanno alti e bassi”, ci ha scritto una studentessa universitaria. E proseguì: “La cosa più difficile per me è comprendere perché mi senta in quel modo. Sono solamente ormoni? Dipende unicamente dal fatto che sono stanca? È il diavolo che mi attacca o è la dimostrazione di quanto sia ancora lontana da Dio? Ci interessa capire da dove provengano questi sentimenti? È tutto così confuso”. Le domande si accavallano alla rinfusa e non riusciamo a tenere il passo. Siamo preoccupati del fatto che le nostre emozioni altalenanti mostrino che non ci stiamo affidando a Dio o che in qualche modo stiamo peccando. Anche chi non è particolarmente emotivo inizia a chiedersi se in lui c’è qualcosa che non va. Non riusciamo a capire perché ci sentiamo così (o non ci sentiamo in un determinato modo). Non siamo in grado di afferrare ciò che Dio vuole che facciamo dei nostri sentimenti, e questo stato confusionale ci porta a colpevolizzarci.

I sentimenti possono essere decisamente spiacevoli al punto che a volte preferiremmo fare a meno di loro. I sentimenti più cupi ci seguono come la nuvola di “Fantozzi”. Quelli legati al passato non ci abbandonano così facilmente. Non riusciamo neppure a godere dei momenti di felicità attuali senza pensare a qualcosa di brutto che potrebbe accaderci in futuro. E quando incappiamo in qualche evento spiacevole, le nostre emozioni non fanno che renderlo peggiore. Per non parlare del fatto che tutti gli altri sembrano felici e questo ci rende ancora più infelici.

I social media rafforzano questa percezione:

“Facebook rappresenta un costante bombardamento di ‘grandi notizie’ che sostanzialmente ci ricordano quanto tutti gli altri stiano bene”, ha osservato l’autore di uno studio piuttosto recente. Eppure molti di noi guardano fuori dalla finestra e vedono il cielo grigio e la pioggia battente … Questo fa sì che il mondo dei social media, dove tutti mostrano il loro lato migliore, appaia al contrario, più brillante, ancorché sia inguaribilmente alterato”.

Sui social media, alla televisione e persino in chiesa la domenica, tutti sembrano essere felici. Tutti, cioè, tranne noi. Facciamo nostra questa percezione distorta della realtà e ci convinciamo che dovremmo essere sempre felici. Eppure non lo siamo, e quindi ci sentiamo ancora più depressi.

Molti di noi seppelliscono le proprie emozioni infelici, le sotterrano accuratamente ponendovi un coperchio che le occulta in modo perfetto. Provvedono a nasconderle in profondità dentro di loro. Queste emozioni “sbagliate” determinano spesso delle reazioni incaute e inducono a prendere delle decisioni sbagliate. Esplodiamo e ci sfoghiamo. Le nostre reazioni creano soltanto sentimenti negativi di frustrazione e fallimento, di vergogna e di rammarico. Combiniamo un bel pasticcio perché ci sentiamo male, e poi ci sentiamo male perché abbiamo creato un gran caos. Un’altra giovane donna, parlando dei propri sentimenti, si espresse in questi termini:

“Mi dispiace tanto quando, per una ragione poco spirituale e totalmente ridicola, mi sento frustrata o triste. Questi sentimenti s’intensificano immediatamente, perché sono sconvolta dal semplice fatto di provarli. È stupido, irrazionale e così lontano da quella santità e dal desiderio di somigliare a Cristo che personalmente anelo più di ogni altra cosa. Non avrei voluto reagire in questo modo …come un’adolescente. Mi sento assolutamente ridicola”.

Non avrei voluto reagire in quel modo…come un’adolescente nel pieno di una tempesta ormonale, una mamma arrabbiata, una moglie bisognosa, o una donna ultra-emotiva. Tutti vogliamo agire da persone mature, ma spesso le nostre emozioni sono più forti di noi al punto che la nostra condotta si pone agli antipodi rispetto alle indicazioni divine. Per non parlare del fatto che i nostri sentimenti a volte possono rendere le situazioni imbarazzanti. Gli uomini della nostra vita non sembrano capirci e noi temiamo di mostrare un’eccessiva emotività. Siamo imbarazzate quando ridiamo troppo forte o piangiamo nel momento sbagliato. Non vogliamo essere considerate deboli o vulnerabili. Ci sentiamo impotenti e incapaci di opporci alle correnti emozionali della nostra vita. Non sappiamo da dove vengano, quando saranno superate o come dovremmo reagire. Siamo nel panico. Cominciamo a remare, affondiamo nella disperazione, mentre il litorale della serenità si allontana rapidamente.

Le emozioni ci fanno star male. Appaiono imprevedibili, confuse e difficili da controllare. Come ha detto il medico e pastore Martyn Lloyd-Jones:

“Suppongo che uno dei più grandi problemi della nostra vita … sia la corretta gestione dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni. Oh, quanto caos vi è e nel mondo e quante tragedie, miseria e meschinità, soltanto perché le persone non sanno gestire i propri sentimenti!”.

Il buon medico aveva ragione. Le correnti emotive sono uno dei problemi più grandi della vita cristiana.

 

LA SOLUZIONE DELLE SCRITTURE

A causa della vasta gamma e della complessità delle emozioni umane, molti aspetti che riguardano questo argomento, esulano dalla portata del nostro libro e dalla nostra capacità di affrontarli. Non siamo professioniste, medici o psicologhe. Siamo una madre e una figlia, e siamo abbastanza consapevoli di tutto ciò che non sappiamo. Questo libro offre soltanto un piccolo squarcio sul vasto argomento dei sentimenti, perciò preghiamo che possa incoraggiarti ad analizzare i tuoi problemi emotivi alla luce delle Scritture. Se stai vivendo una crisi o sperimenti una profonda sofferenza emotiva, non intendiamo per forza accendere gli abbaglianti nel tunnel della tua anima. Semmai vorremmo parlarti da amiche, con tutto l’amore e i limiti che caratterizzano questo rapporto. T’invitiamo a chiedere consiglio pastorale e, se necessario, ricorrere a una consulenza medica. Questo lo sappiamo per certo: nessuna persona e nessun problema è al di là della portata della grazia di Dio.

Qualunque sia il combattimento a livello emotivo in cui siamo coinvolti (e dovremmo includere in questa categoria ogni sentimento confuso, bizzarro e indisciplinato, senza trascurare nulla), nella Bibbia troveremo comunque aiuto e speranza. C’è speranza per la ragazza adolescente che si chiede perché le sue emozioni sembrano fuori controllo. C’è speranza per la donna i cui ormoni la perseguitano ogni mese. C’è speranza per la dipendente che cerca di gestire i suoi sentimenti sul posto di lavoro. C’è speranza per la mamma che odia essere sempre irritata nei confronti dei propri figli. C’è speranza perla donna le cui emozioni sono strapazzate dalla menopausa. C’è speranza per la studentessa che è sopraffatta dall’impegno degli esami, dal lavoro e dalla vita. C’è speranza per la donna che si sente rinchiusa nelle segrete della depressione. C’è speranza per ogni donna, “mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture” (Romani 15:4).

L’incoraggiamento delle Scritture non ci libera da tutte le nostre emozioni spiacevoli; piuttosto, ci mostra che il Signore ha uno scopo anche per i nostri sentimenti, nel bene e nel male. E soprattutto, proclama la buona novella dell’Evangelo: “Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata” (Tito 2:11). Dio mandò Suo Figlio per salvarci dal nostro peccato. Gesù Cristo sacrificò la Sua vita per noi, prendendo il nostro posto sulla Croce e provvedendo a soddisfare l’ira di Dio, che meritavamo appieno. Se Dio ha dato il Suo Figlio per noi, quanto più ci aiuterà ad affrontare i problemi legati ai nostri sentimenti.

Quando ci scoraggiamo, quando ci sentiamo incapaci di gestire le nostre emozioni, dobbiamo ricordare l’Evangelo. Dio, che non ha risparmiato il proprio Figlio per salvarci dai nostri peccati (Romani 8:32), non ci lascerà affogare nelle nostre correnti emotive. Non c’è nessuna corrente emotiva anomala da cui Egli non possa salvarci. Nessuno si è allontanato al punto da non poter essere raggiunto. Il guardiano della nostra anima è venuto, e ci salverà dall’impeto delle nostre correnti emotive.

 


Estratto da “Sentimenti Autentici”
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