Iniziare il Cammino Fuori dalla Depressione

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La depressione è una forma di sofferenza che non può essere riconducibile a una causa universale, uguale per tutti. Questo significa che la famiglia e gli amici non possono accorrere con la risposta giusta. Tutti costoro non devono rincorrere immediatamente una teoria particolare ma piuttosto dedicare del tempo per conoscere la persona depressa e lavorare assieme a lei.

Sappiamo che la depressione è dolorosa e assai difficile da comprendere per chi non l’ha mai sperimentata. Come la maggior parte delle forme di sofferenza, sembra essere una questione privata, che isola dagli altri. Sappiamo, inoltre, che le persone che si sentono sopraffatte dalla depressione, si trovano ad affrontare i problemi tipici dell’esistenza umana: si scontrano con le medesime lotte e devono affrontare le malattie di tutti gli altri. Non permettere che la diagnosi clinica ti impedisca di vedere questi problemi ordinari che affliggono una qualsiasi persona depressa. Nel dubbio, aspettati di incontrare una condizione umana del tutto normale, sotto forma di paura, rabbia, senso di colpa, vergogna, gelosia, bisogni, disperazione per la perdita di una persona cara, debolezze fisiche e mille altri problemi con i quali ogni persona deve fare i conti. La depressione non sempre scaturisce da queste cose, ma sono comunque situazioni da prendere seriamente in considerazione.

Esistono emozioni giuste?

Uomini e donne spiritualmente maturi, che si sentono depressi, hanno spesso l’impressione di fare qualcosa di sbagliato. Dopotutto, la Bibbia è piena di parole gioiose e di cuori felici e quando non realizzano questo, credono di essere mancanti, oppure si convincono che il Signore li stia punendo finché non avranno imparato qualche lezione nascosta.

Sulla terra, però, il Signore non prescrive una vita felice. Considera come i Salmi, per quanto sia stati scritti da persone di grande fede, evidenzino tutta la gamma delle emozioni umane. Un salmo termina perfino con le parole “le tenebre sono la mia compagnia” (Salmo 88:18). Quando le tue emozioni sembrano spente, quando tutto sembra diventato assolutamente piatto, la domanda importante non è: “Come faccio a sapere dove ho sbagliato?”, ma piuttosto: “Dove, o a chi, mi posso rivolere quando mi accorgo di sentirmi depresso?”. Alcuni si dirigono direttamente verso il loro letto e si isolano da tutti, altri si rivolgono disperatamente a chi gli sta attorno. Alcuni si allontanano da Dio, altri si volgono a Lui.

Un modo per procedere

Se sei una persona depressa, questo libro ti potrà sembrare provocatorio, almeno in qualche occasione. Se invece desideri aiutare una persona depressa, i capitoli mirano a orientarti e potranno essere usati come letture da condividere con la persona interessata. La mia speranza è che questo libro incoraggi la collaborazione tra le persone depresse e quanti le amano: La sofferenza non è un viaggio da affrontare da soli, ci sono troppi luoghi da cui cerchiamo di fuggire e troppe sono le volte in cui non vediamo chiaramente. Quindi, se sei depresso leggi questo libro assieme a un amico saggio, se invece vuoi aiutare una persona depressa chiedile di leggere il libro con te, o scegliete alcuni capitoli e leggeteli assieme.

Il viaggio del pellegrino

In questo libro troverai alcune immagini ricorrenti, come tenebre o luce, torpore o vitalità, resa o battaglia; la più importante reputo comunque sia quella del viaggio e del pellegrino. Possiamo esserne consapevoli o meno, ma in ogni caso stiamo seguendo un sentiero che ci pone costantemente di fronte a delle scelte: ogni giorno ci troviamo a un crocevia e prendiamo delle decisioni che avranno delle conseguenze rilevanti.

Quando si è depressi, l’idea di iniziare un lungo viaggio non è piacevole, ma almeno così ti troverai in buona compagnia, cosa che dovrebbe consolarti almeno un po’. A partire da Abraamo, Dio ha chiamato tante persone a lasciare un luogo familiare, incoraggiandole a prendere una direzione nuova, lasciandosi indietro il passato, per affrontare pericoli sconosciuti, arrivando al punto di disperarsi, invocare aiuto e desiderare ardentemente qualcosa di meglio.

Origene, un credente del II/III secolo, ci rivolge questa esortazione:

“La mia anima è in pellegrinaggio da tanto tempo” (Salmo 119:54). Comprendi, dunque, se puoi, come sono i pellegrinaggi dell’anima, soprattutto quando si lamenta con gemiti e afflizione poiché il pellegrinaggio dura da tanto tempo. Comprendiamo questi pellegrinaggi soltanto in parte e in modo oscuro almeno, fintanto che non si arriva alla meta. Ma quando l’anima ritorna al suo riposo, cioè, nella patria celeste del paradiso, imparerà veramente e comprenderà in modo più completo qual era il significato del pellegrinaggio.

Ha ragione. Prima di andare in Cielo, camminiamo per fede senza avere tutte le risposte di cui vorremmo disporre. Ma c’è motivo di credere che certe speranze saranno soddisfatte prima di arrivare al Cielo.


Estratto da “Fuori dalla Depressione” – Clicca sull’immagine per ordinare