L’Amore ti sta cercando

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Siamo stati creati per desiderare la felicità, l’amore e una vita piena di significato. Noi tutti vogliamo che il nostro cuore si elevi in vista di un traguardo. Assaporiamo la felicità nelle cose semplici: un morso a un biscotto ripieno di nutella, la vittoria spettacolare della nostra squadra del cuore, un vestito nuovo o un paio di scarpe; ma la gioia più pura arriva sempre dalla consapevolezza che siamo fatti per qualcosa di più. Ogni gioia qui sulla terra ci lascia una sorta di vuoto, un retrogusto amaro.

Il nostro desiderio di felicità si sviluppa assieme al bisogno di essere conosciuti e amati. La nostra vita è stata formata e ci è stata donata per essere condivisa. Siamo stati creati in vista di una vita di relazioni, indipendentemente dal fatto di essere sposati o no. E tutti noi vogliamo che la nostra vita abbia rilevanza.

Vogliamo dare il nostro contribuito per qualcosa di significativo e per una causa importante. Vogliamo fare la differenza. Nella vita da non ancora sposati, lo scoraggiamento e la delusione sorgono quando cominciamo a cercare l’amore, la gioia e il senso vero in una persona e non in Dio. Diventiamo miserabili non perché non siamo sposati, ma perché riteniamo che il matrimonio possa finalmente renderci felici.

Quando avevo vent’anni, se mi avessi chiesto che cosa mi rendeva felice, ero già abbastanza cristiano per dirti: “Gesù”. Conoscevo la risposta giusta. Eppure se qualcuno avesse potuto guardare a fondo nella mia vita per rispondere al posto mio, probabilmente avrebbe detto: “Il matrimonio”. Andavo in chiesa ogni domenica. Avevo periodi sereni. Svolgevo un ministerio cristiano rivolto ai ragazzi delle scuole superiori. Amavo veramente Gesù. Ma, se devo essere onesto, mi interessavo di più alle ragazze che a Dio. Volevo davvero sposarmi e desideravo attenzione, affetto e sicurezza da parte di una fidanzata. Mi ero già tuffato in un’intensa serie di relazioni, una dopo un’altra. Complessivamente erano durate circa sei anni. Avevo avuto cinque o sei prime cotte, cinque o sei primi baci prematuri, cinque o sei rotture devastanti. Non facevo uso di marijuana, né bevevo. La droga che consumavo era più socialmente accettabile, ed era incoraggiata a livello pubblico. Cercavo di nutrire la fame del mio cuore per Dio ricorrendo al romanticismo e all’intimità.

Iniziavo ogni nuovo rapporto all’insegna della “mia ricerca del matrimonio”, ma gran parte di questa era in realtà soltanto ricerca di me stesso. Mi piaceva l’idea del matrimonio, perché pensavo che mi avrebbe riempito e completato. Ma poiché cercavo l’amore, la felicità e l’attenzione essenzialmente nel matrimonio, la mia condizione di scapolo, alle volte si traduceva in un vero incubo. Essere scapolo mi faceva sentire solo e desideroso che qualcuno entrasse nella mia vita per non lasciarmi mai più.

Il fatto di essere scapolo mi faceva sentire incompleto. Mi chiedevo se Dio mi avrebbe dato l’altra metà o avrebbe riempito quel grande vuoto nella mia vita (mi pareva enorme e, quando mi guardavo allo specchio, avevo quasi l’impressione che si potesse vedere a occhio nudo). Il fatto di essere scapolo mi provocava autocommiserazione, volevo ciò che avevano gli altri e pensavo sinceramente di meritarlo più di loro. Le relazioni sentimentali dominavano tutti i miei obiettivi, così la mia condizione di scapolo diventava allo stesso tempo un giudice implacabile e un compagno di stanza indesiderato, che mi ricordava in ogni istante ciò di cui non disponevo e le cose che non avevo fatto nel modo adeguato.

 

Un matrimonio “da sogno”

La Bibbia insegna che le persone che si prefiggono di sperimentare quanta più felicità e piacere possibili qui sulla terra, ad esempio nella carriera, nel sesso, negli acquisti o nel matrimonio, sono come chi sogna di mangiare e bere, ma si sveglia affamato, assetato e senza nulla da mettere sotto i denti (Isaia 29:8). Il bellissimo banchetto davanti alle loro palpebre abbassate, fatto di carni grigliate alla perfezione, frutta e verdura colorita e fresca, pane appena sfornato, fontane che zampillano vino, cascate di cioccolato al latte, si rivelerà soltanto un miraggio, il frutto crudele della fantasia di una persona affamata. Per chi non è ancora sposato, il banchetto immaginario potrebbe apparire sotto forma di un coniuge di bell’aspetto, divertente, premuroso e attento, oppure di due o tre figli, della casa desiderata da sempre, di vacanze estive in una bella località, del ricordo di un felice matrimonio, cui fa seguito una serie ininterrotta di ricordi altrettanto meravigliosi. In una frase: un matrimonio da sogno. Eppure ogni sogno, anche quello più bello, è destinato a finire.

Il problema non è che abbiamo fame, ma che cerchiamo nella dispensa sbagliata. I nostri desideri più profondi sono frutto della misericordia voluta da Dio per condurci direttamente a Lui. Il Signore cerca di darci amore incondizionato, gioia indescrivibile e attenzione senza pari, ma molti di noi cercano soltanto di sposarsi. “Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati” (Matteo 5:6). Dio stesso ci ha creati con degli appetiti, vale a dire dei desideri intensi che accompagnano la nostra vita, a livello emotivo, fisico e spirituale. Si tratta d’impulsi del tutto naturali in ogni essere umano, e Lui stesso desidera che siano soddisfatti. Egli desidera che godiamo di un’esistenza piena, non stentata, Egli ha progettato per noi l’amore, e quindi la possibilità di scambiare dei sentimenti. Uno dei versetti della Bibbia che amo maggiormente recita: “Ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno” (Salmo 16:11). Non c’è una gioia più grande. Né una data di scadenza. Felicità e amore di questo genere sono un dono: “È per grazia che siete stati salvati” (Efesini 2:5, 8), ma non sono a buon mercato. Ci vuole pazienza, impegno e perseveranza, giorno dopo giorno, applicandoci allo studio della Parola di Dio, sacrificandoci per il bene degli altri, e arrendendoci alla Sua volontà. L’apostolo Paolo paragona la vita cristiana a un combattimento e a una corsa (II Timoteo 4:7). Può essere difficile, e alle volte comporta delle rinunce, ma non ce ne pentiremo mai. Nel percorso che dalla terra ci condurrà al cielo potrebbero esserci delle scelte impegnative , ma a prescindere dal fatto se ci sposeremo o no, riceveremo indietro cento volte tanto (Matteo 19:29).

 

Credere ancora nell’amore

Almeno in parte, essere single rappresenta una condizione di solitudine e infelicità perché facciamo fatica a credere che Dio ci ami veramente, e in modo genuino, per quello che siamo. Alcuni di noi sperimentano così poco l’amore in questa vita, al punto da non disporre di categorie adeguate per descrivere come ci si potrebbe sentire in una simile condizione. Siamo stati abbandonati dai genitori, traditi dagli amici, o lasciati da un ennesimo fidanzato o fidanzata. Il matrimonio sembra essere l’ultimo tentativo per trovare l’amore, tuttavia nel nostro intimo, temiamo fortemente di imbatterci nei medesimi risultati. Non riusciamo neppure a immaginare di poter essere amati veramente, in modo profondo, costante e disinteressato. E poi sentiamo dire per l’ennesima volta che Dio ci ama. Ma sarà vero?

Dio ti ama. “Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo” (I Giovanni 3:1). Siamo figli e figlie oggetto del Suo amore. Dio ci ama, anche se non lo meritiamo (Romani 5:8). Tu e io saremmo morti senza Cristo. Non saremo solamente nell’errore, malati o stupidi, ma letteralmente morti. “Voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo” (Efesini 2:1, 2). Eravamo delle creature assolutamente detestabili. “Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo [è per grazia che siete stati salvati]” (Efesini 2:4, 5). Dio ti ha trovato morto nel peccato, in piena ribellione contro di Lui e completamente privo di speranza. Malgrado ciò, ha desiderato che tu vivessi e ha fatto di te la Sua proprietà particolare. Ha mandato Suo Figlio sulla croce per mostrarti cosa sia il vero amore, e per darti un motivo per credere di nuovo nell’amore.

Questo amore non ti abbandonerà mai (Ebrei 13:5). Egli non intende rompere i rapporti con te, né potrà mai lasciarti, come forse ha fatto tuo padre con il resto della famiglia. Ma il Signore non mente e non ti girerà mai le spalle. In realtà, nulla potrà separarti dall’amore di Dio (Romani 8:38, 39). Se sei nascosto in Cristo, mediante la fede, Dio ti ama, e niente e nessuno potrà impedirgli di alimentare questo amore. Il Signore ha dei progetti per te, dei piani assolutamente validi, migliori di tutto ciò che tu stesso sapresti sognare o potresti desiderare. “Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell’uomo, sono quelle che Dio ha preparato per coloro che lo amano” (I Corinzi 2:9). Tuo Padre ti ama molto più di quanto potrebbe fare un futuro coniuge.


Estratto da “Non Ancora Sposati”
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