Rischiare per il Signore

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“Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento”
Proverbi 3:5

Qualche anno ero in Italia per tenere una serie di studi biblici. Ero con i miei amici Eric e John, e fummo colpiti da una pubblicità che promuoveva una località sciistica sul Monte Bianco. Questa per noi sarebbe stata un’opportunità unica nella vita, quindi decidemmo di andare.

Sborsammo gli euro necessari e senza alcun indugio, ci preparammo per andarci il giorno seguente. Dopo aver incontrato la guida (non si poteva sciare senza, visti i pericoli), dopo aver pagato l’assicurazione (che prevedeva l’intervento dell’elicottero nel caso avessimo avuto bisogno di essere soccorsi) e aver indossato le imbragature da montagna, ci avviammo al lancio.

Posso dirti che questa non fu un’avventura ordinaria: il rischio, per me, raggiungeva un livello massimo. Avevo impiegato cinque anni della mia vita a saltare dagli elicotteri in Marina, a notte fonda e in mare aperto, quindi non ero un novizio quando si trattava di affrontare il brivido, eppure sentivo un po’ di formicolio in fondo allo stomaco. Tirarsi indietro, in ogni caso, non era possibile e quindi andammo fino in fondo.

Durante quella discesa che durò alcune ore, ci sono state alcune occasioni in cui ho pensato: “ora sono spacciato!”. A fine giornata, terminata la discesa, eravamo tutti carichi di adrenalina, entusiasti e riconoscenti di essere ancora vivi. Ero felice di aver corso quel rischio!

Giocare sicuro

Ci sono state altre occasioni in cui ho preferito non correre rischi: ho evitato una conversazione difficile con un amico, non ho parlato dell’Evangelo in modo audace con i colleghi o con i vicini oppure non ho fatto qualcosa di molto semplice, come assaggiare un cibo strano durante una missione in Ucraina.

Quelli sono stati momenti nei quali stavo vivendo per visione e non per fede. Affrontare dei rischi non vuol dire mettere a repentaglio la propria vita. In realtà può trattarsi di una cosa piuttosto semplice come uscire dalla propria zona di conforto, provare esperienze sconosciute o dare la propria disponibilità per aiutare altri.

Per natura noi cerchiamo di evitare i rischi. Questo, tutto sommato, non è certo un male. I tuoi genitori probabilmente hanno un’assicurazione sull’auto o sugli infortuni, oppure altre coperture che li mettano al riparo dai rischi di danno parziale o perdita totale. Questo è smart. Il problema si presenta quando non vogliamo fare il bene e affrontare degli impegni perché questo potrebbe metterci a disagio.

Ci piace il comfort e la nostra carne non ama per niente correre dei rischi: niente sfide, per favore. Non soltanto la nostra carne vuole evitare ogni sorta d’insidie e di disagi, ma è il diavolo a sterilizzare ogni nostro tentativo di dare il massimo in questa vita. La carne e il diavolo ti porranno numerose domande di fronte ai bivi della vita, quando dovrai scegliere se affrontare determinati rischi o scansarli: perché proprio adesso? A che cosa stai pensando? Può una persona come te fare veramente la differenza?

 

I rischi giusti

Non dovremmo correre dei rischi unicamente per raccontare in seguito le nostre avventure, in modo da gonfiare il petto con orgoglio e attirare su di noi l’attenzione. È vero esattamente l’opposto: scegliamo di correre dei rischi quando altri possono ricavarne del bene.

Nel suo libro Risky Gospel [Vangelo Rischioso], Owen Strachan scrive: “Non sarà l’assenza di ogni sfida a rinvigorire la mia e la tua vita; per ottenere un simile risultato è indispensabile la presenza della giusta sfida”. Questo è il vero obiettivo che vogliamo perseguire. Gesù non ha dato la Sua vita affinché ci sedessimo sui nostri fondoschiena, cercando di metterci al riparo da ogni scocciatura. Gesù è morto in modo tale che ci fidassimo di Lui, raddoppiassimo gli sforzi e decidessimo di prendere dei rischi maggiori. Gesù ci chiede di vivere per fede e non in preda alla paura.

Per te c’è una scelta da compiere: puoi passivamente abbracciare la tranquillità e giocare in difesa tutta la vita, oppure puoi sviluppare il tuo gioco e sceglier di andare all’attacco. Una delle strategie migliori è sviluppare un elenco cristiano di cose da fare prima di morire. Definisci degli obiettivi che ti vuoi porre, analizza i rischi che sei disposto a correre e le sfide che vuoi accettare.

Nella vita ci sono un’infinità di ambiti in cui puoi affrontare dei rischi, la lista di ognuno di noi potrebbe essere assai diversa. Per esempio, fare un breve viaggio missionario in un posto remoto; imparare una lingua straniera per poter parlare a qualcuno di Gesù; usare il tuo tempo occupandoti dei senzatetto, degli indifesi e degli emarginati; leggi almeno una dozzina di libri di una certa consistenza nell’arco di un anno; “adotta un bambino” a distanza sostenendone i bisogni; frequenta un’Università all’estero; scrivi un libro; cerca di scoprire una cura per la malaria; organizza una raccolta fondi per le missioni; adoperati per l’alfabetizzazione di alcune persone, in modo tale che altri possano avere accesso alle Scritture … La lista è lunga quanto la tua immaginazione. Una cosa è certa: siamo tutti chiamati ad affrontare un numero consistente di rischi diversi. Non rimpiangerai mai di aver sfruttato un’occasione per fare del bene agli altri, invece ti troverai a rimpiangere di aver trascorso la tua vita a guardare tutta la partita da bordocampo.

William Carey, il padre delle missioni moderne era una persona che affrontava dei rischi estremi. In un’occasione disse: “Aspettati grandi cose da Dio; tenta di fare grandi cose per il Signore”. Questo dovrebbe essere un motto in grado di ispirare tutta la nostra esistenza.


Estratto da “Vivi Smart”
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