Uomo Spirituale VS Uomo Carnale

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L’uomo spirituale dispone di tesori che questo mondo ignora. Egli possiede la sapienza dello Spirito Santo, mentre l’uomo naturale non ha alcun modo di sperimentarla. Gesù afferma che il mondo non può riceverlo “… Perché non lo vede e non lo conosce …” (Giovanni 14:17).

Come un uomo sordo non possiede l’organo in grado di percepire la musica, e come a un non vedente è preclusa la possibilità di cogliere la luce, l’uomo mondano non ha la capacità di sperimentare la conoscenza intima di Dio mediante lo Spirito Santo.

Ovviamente, davanti a questa verità, il mondo si irrita, e spesso anche gli ambienti religiosi si mostrano ostili di fronte a simili affermazioni. Affermano che si tratta bigottismo, o un quantomeno di presunzione. Il cristiano beneficia della presenza dello Spirito Santo, si tratta di una realtà invisibile che il mondo non può ricevere e che fatica a comprendere. Il cristiano ha udito una voce, ha visto una luce e si è potuto ravvedere per poi credere nel Signore Gesù Cristo, mentre il mondo, nella migliore delle ipotesi, non riesce andare al di là di qualche pratica religiosa.

Mi pare sia importante insistere sul fatto che la chiesa evangelica di oggi è chiamata a essere una realtà cristiana nel vero senso della parola. Desidero con tutto il cuore che si innalzi e si scrolli dalle spalle i pesanti abiti di quel vuoto denominazionalismo che vive di tradizioni defunte e che avanza come un camion a motore spento, oppure seguendo la scia dell’ultima moda che ha preso piede.

Il mio desiderio è che il popolo di Dio s’immerga nella vita cristiana in modo profondo, serio e meraviglioso, e che sperimenti una reale comunione con lo Spirito Santo. Auspico che la chiesa sia consapevole di essere un gruppo minoritario che vive in un mondo che ha odiato il nostro Signore e odia anche noi a causa di Cristo. Se agiamo come Dio vuole, Egli ci adotta, ci accetta e si serve di noi, ammesso che non lo rigettiamo, più o meno apertamente.

Uno dei modi in cui rinnovo la mia vocazione cristiana è quello di ricordare qual è il mio scopo su questa terra. Sono qui per sopportare le difficoltà. Sono qui per resistere agli attriti del mondo. I contrasti che il mio Signore ha dovuto affrontare in questo mondo, sono gli stessi con i quali dovrò fare i conti anch’io. Egli fu rigettato, e la medesima cosa capiterà anche a me. Egli fu odiato, e lo sarò anch’io; il mondo non lo comprese, e non capirà neppure le mie scelte. Qualcuno potrebbe obiettare: “Sei pessimista. Tutto questo è scoraggiante”. Viviamo in un tempo in cui, più che mai, dobbiamo essere atterrati, prima di essere innalzati nuovamente.

Lascia che continui la storia:
“Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre”
(Filippesi 2:9-11).

Egli si preparò a sopportare i contrasti legati alla scelta di affrontare un mondo che lo odiava. Continuò a vivere quaggiù fino a quando non raggiunse l’abisso della condizione umana, di fatto una realtà inumana di assoluta abiezione. Proprio in quel punto, Dio invertì il Suo percorso ed Egli fu innalzato al di sopra della vetta più elevata, fino alla destra del Padre. Ogni ginocchio si piegherà, ogni lingua confesserà in cielo, sulla terra e nel profondo dell’inferno, che Gesù è il Signore, alla gloria di Dio Padre. Caro fratello, questo era il Suo rapporto con il mondo e, se siamo figlioli di Dio, avremo il medesimo trattamento. Siamo chiamati a seguirlo attraverso le difficoltà, affrontando le fatiche, mettendo in conto gli sforzi e le delusioni più cocenti, sapendo che ci attenderanno le sofferenze e andremo incontro al rifiuto. Quando Egli vedrà che siamo arrivati al limite, ci innalzerà intervenendo con la Sua potenza gloriosa, introducendoci in una dimensione di luce, persino in mezzo alle tenebre di questo mondo. Certo, la gloria definitiva ci attende nel mondo a venire. Che Dio ci aiuti a operare senza stancarci, poiché per tutti i santi che vinceranno con l’aiuto del Signore è in serbo una ricompensa senza fine.


 

Articolo tratto da “Fede Dirompente”
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