1. I Figli sono un dono di Dio - Salmo 127:3-5
Ecco, i figli sono un dono che viene dall'Eterno;
il frutto del grembo materno è un premio.
Quali le frecce in mano di un prode,
tali sono i figli della giovinezza.
Beati quanti ne hanno la faretra piena!
Non saranno confusi
quando parleranno con i loro nemici alla porta.
La benedizione dei figli non esclude l’attività umana: i figli sono un’eredità che procede da Dio, dunque un Suo dono, eppure il marito e la moglie devono fare qualcosa per portarli nel mondo e far sì che crescano come fedeli membri del popolo di Dio. L’accento è posto sui “figli della giovinezza” che, ora cresciuti, sono al fianco del padre mentre lui parla ai suoi “nemici alla porta” (qui con questo termine si intende il posto in cui era amministrata la giustizia). Sarà difficile essere intimidito dagli avversari (che si suppone siano infedeli).
2. Dalla Miseria alla Dignità - Salmo 113:9
Fa abitare la sterile in famiglia
quale madre felice tra i suoi figli.
Alleluia.
Questa parte dei Salmi sviluppa in modo sorprendente il tema universale di cui si parla nella sezione precedente: il Dio che merita di essere adorato dall’umanità intera “siede sul trono in alto” (regnando su tutto il mondo), eppure si “abbassa a guardare in basso” e “solleva il misero dalla polvere”. L’immagine del Salmo 113:7, 8 descrive una posizione di estremo degrado e miseria (polvere e cumuli di cenere) che viene trasformata in una situazione di dignità e privilegio (“sedersi con i principi”). Per una donna israelita essere sterile (impossibilitata ad avere figli) era miserabile (cfr. I Samuele 1:2-17) e anche questo fornisce un’immagine dell’amorevole cura di Dio. La Sua maestà non implica la Sua lontananza da coloro che guardano a Lui; implica invece la Sua completa attenzione ai dettagli e la sua inesauribile abilità di prendersi cura dei Suoi fedeli.
3. La forza di Dio nella debolezza dei piccoli - Salmo 8:2
Dalla bocca dei fanciulli e dei lattanti tu hai tratto una forza,
a causa dei tuoi nemici,
per ridurre al silenzio l'avversario e il vendicatore.
I “fanciulli” e i “lattanti” sono probabilmente figura del popolo d’Israele, visto come debole davanti ai potenti avversari pagani. È attraverso queste bocche considerate “insignificanti” che Dio rivela la Sua maestà. La traduzione greca della Settanta (Matteo 21:16) interpreta “forza” con “forza attribuita a Dio con canti” o “lode”.
4. Siate come piccoli Fanciulli - Marco 10:13-16
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli sgridavano coloro che glieli presentavano. Gesù, visto ciò, si indignò e disse loro: “Lasciate i piccoli fanciulli venire a me; non glielo vietate, perché il regno di Dio appartiene a chi è come loro. In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non vi entrerà affatto”. E, presili in braccio, li benediceva ponendo le mani su di loro.
“I discepoli sgridavano”. I discepoli considerano i bambini come fastidiose distrazioni (cfr. Marco 9:36-37, 42). Gesù reagisce empaticamente. Per Gesù, i bambini sono tanto importanti quanto gli adulti e ugualmente meritevoli d’amore (Marco 9:36-37; 10:16).
“Il regno di Dio appartiene a chi è come loro”. I bambini non appartengono automaticamente al regno, ma devono andare a Gesù e riceverLo allo stesso modo degli adulti.
5. Ammaestra i tuoi figli - Proverbi 22:6
Insegna al ragazzo la condotta che deve tenere, anche quando sarà vecchio non se ne allontanerà.
“Insegna al ragazzo”. Questo proverbio, fondato sul patto con Abramo (cfr. Genesi 18:19), incoraggia i genitori a “insegnare” (“dedicare” o “iniziare”; questo è il significato del termine in Deuteronomio 20:5; cfr. Esdra 6:16) ai propri figli la strada (il giusto orientamento morale), indicandogli i tipi di condotta che possono piacere o dispiacere al Signore e il risultato di ciascuna condotta. Il processo di insegnamento comprenderà amore e istruzioni, così come “la verga della correzione” (Proverbi 22:15).
6. Sottomettetevi l'un l'altro - Efesini 6:1-4
Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, poiché ciò è giusto. “Onora tuo padre e tua madre” (questo è il primo comandamento con promessa) “affinché tu stia bene e abbia lunga vita sulla terra”. E voi, padri, non provocate a ira i vostri figli, ma allevateli in disciplina e in ammonizione del Signore.
La sottomissione di Efesini 5:21 è qui delineata in un altro aspetto: la sottomissione dei figli ai loro genitori. La sottomissione prende forma di ubbidienza. I genitori devono “allevare” i propri figli nel Signore.
“Figli”. La seconda relazione familiare che illustra sottomissione all’autorità (Efesini 5:21) è quella tra figli e genitori. La legge mosaica prevede la morte come pena per il figlio che “percuote” o “maledice” un genitore (Esodo 21:15,17; Levitico 20:9), e Paolo accosta tale disubbidienza ad altri gravi peccati (Romani 1:30; II Timoteo 3:2). Tuttavia, Paolo in Efesini 6:1-3 esorta a adempiere al dovere positivo di ubbidire ai propri genitori. L’ubbidienza è dovuta a entrambi i genitori; la sottomissione della madre a suo marito non la priva della sua dignità genitoriale, anzi l’aumenta.“Nel Signore” agisce sul significato del verbo “ubbidire”.
“Ciò è giusto”. Ciò che rende quest’ubbidienza “giusta” è l’essere conforme al santo comandamento divino, citato in Efesini 6:2-3.
“Onora”. L’ubbidienza dei figli ai propri genitori (Efesini 6:1) è parte del loro onorarli; Proverbi 31:28 descrive dei figli che si alzano per proclamare beata la loro madre virtuosa.
“Promessa”. Ci sono stati dei comandamenti di Dio con promessa (Genesi 17:1, 2), ma questo è il primo e unico dei dieci comandamenti a contenere una promessa (Esodo 20:12). Nel nuovo patto la promessa della terra non riguarda una porzione di terra fisica, ma la vita eterna, che inizia quando si viene rigenerati qui e ora e continua come realtà completa nell’epoca a venire. Paolo non insegna la salvezza sulla base di opere. L’ubbidienza dei figli è la prova che conoscono Dio, il risultato di ciò è il ricevere benedizioni da Dio.
“Padri”. Paolo inizia il suo ammonimento con un’azione negativa da evitare, seguita da un’azione positiva da portare a compimento. Paolo responsabilizza i padri in particolare, anche se questo non diminuisce il contributo delle madri in queste aree (Proverbi 31).
“Provocate a ira”. I figli ubbidienti sono particolarmente vulnerabili, quindi azioni prepotenti e sconsiderate da parte del padre li scoraggerebbero (Colossesi 3:21).
“Allevateli”. Il ruolo dei genitori è decisivo, stabilito da Dio come parte del discepolato dei loro figli “nel Signore” (Efesini 6:1; cfr. Deuteronomio 6:1-9). Il discepolato da parte dei genitori “in disciplina e in ammonizione del Signore” dovrebbe essere il centro di ciò che era già stato delineato in Efesini 4-5.
7. Il primo comandamento con promessa - Esodo 20:12
Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà.
“Onora tuo padre e tua madre”. La parola “onora” significa comportarsi nei riguardi di qualcuno con il giusto rispetto dovuto alla persona e al loro ruolo. Per quanto riguarda i genitori, ciò significa (1) trattarli con deferenza (cfr. Esodo 21:15, 17); (2) provvedere per loro e prendersene cura nella loro vecchiaia (per questa accezione di “onore” cfr. Proverbi 3:9). Sia Gesù sia Paolo sottolineano l’importanza di questo comando (Marco 7:1-13; Efesini 6:1-3; I Timoteo 5:4). Questo è l’unico dei comandamenti con una promessa specifica: che “i tuoi giorni siano prolungati” - ciò non fa solo riferimento a una lunga vita, ma a una vita ripiena della presenza e del favore di Dio.
8. Gesù si prende cura dei bambini - Marco 9:36, 37
E, preso un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro; poi lo prese in braccio e disse loro: “Chiunque riceve uno di questi piccoli fanciulli nel nome mio, riceve me e chiunque riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato”.
“Lo prese in braccio”. L’attitudine di cuore che Gesù insegna non trascura un piccolo fanciullo (a volte marginalizzato nelle società antiche), ma accoglie, prendendosene così cura, i piccoli fanciulli nel nome di Cristo. Ciò contrasta con il desiderio di importanza sociale ricercato dai discepoli (Marco 9:34). Gesù gli sta mostrando che dovrebbero farsi carico volontariamente di compiti umili che spesso passano inosservati e prendersi cura di coloro che non vengono considerati dal mondo. Gesù dice: “Chiunque riceve uno di questi piccoli fanciulli… riceve me e chiunque riceve me… colui che mi ha mandato” (in questo caso è da intendere “riceve non solo me”; Luca 9:48.) Prendersi cura umilmente di persone modeste per ubbidire a Cristo (“nel mio nome”) sarà ricompensato con una ricca comunione con il Figlio e il Padre.
9. Dio è il creatore di ogni vita - Salmi 139:13-16
Poiché sei tu che hai formato le mie reni,
che mi hai intessuto nel seno di mia madre.
Io ti celebrerò, perché sono stato fatto
in modo meraviglioso, stupendo.
Meravigliose sono le tue opere,
e l'anima mia lo sa molto bene.
Le mie ossa non ti erano nascoste,
quand'io fui formato in segreto
e intessuto nelle parti più basse della terra.
I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo;
e nel tuo libro erano tutti scritti
i giorni che mi erano destinati,
quando nessuno d'essi era sorto ancora.
Questi versetti illustrano il punto centrale del Salmo 139:11-12 (la sezione inizia con “poiché”, mostrando la connessione con ciò che precede) descrivendo le “tenebre” in cui il Signore vedeva e si prendeva cura del salmista, ovvero, il grembo materno. Dio era presente mentre la “massa informe” (l’embrione) cresceva e si sviluppava; infatti, Lui è Colui che ha “formato le mie reni, che mi hai intessuto.” Dio lo vedeva e aveva anche scritto “i giorni che mi erano destinati.” Il salmista realizza che, prima ancora che sua madre sapesse di aspettare un bambino, il Signore stava già mostrando la Sua cura per lui. La sua vita personale è iniziata nel grembo (Salmo 51:5) e Dio ne aveva già delineato il corso.
10. Ama Dio e insegnalo ai tuoi figli - Deuteronomio 6:5-7
Tu amerai dunque l'Eterno, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze. E questi comandamenti che oggi ti do staranno nel tuo cuore; li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando starai seduto in casa tua, quando sarai per strada, quando ti coricherai e quando ti alzerai.