“Non ne posso più del cristianesimo!”, aveva esclamato Sophie.
Tra le lacrime, spiegava che un pastore, che un tempo aveva rispettato, era stato riconosciuto colpevole di abusi.
Com’era possibile che si fosse sbagliata fino a quel punto? Come aveva potuto pensare che fosse un brav’uomo? Sicuramente, concludeva, questo dimostrava che i cristiani sono ipocriti. Del resto, le sue compagne di università le ripetevano da tempo che il cristianesimo è terribile per le donne.
Forse avevano ragione.
Sophie non è la sola. Un adolescente su quattro della Generazione Z afferma che l’ipocrisia dei cristiani rappresenta un ostacolo alla fede in Dio.
La Bibbia è la prima a denunciare il male nella Chiesa
Sophie aveva ragione a essere indignata. Ogni abuso è male, ed è ancora più oltraggioso quando a commetterlo è una persona che occupa una posizione di fiducia e tradisce proprio quella fiducia che le era stata accordata. Purtroppo, nel corso della storia gli abusi ci sono stati e continuano a esserci ancora oggi. Talvolta, e a torto, vengono perfino commessi nel nome di Cristo.
Ma è necessario distinguere tra la religione nominale e istituzionale e il cristianesimo autentico e vivente. Gesù Cristo condannò con fermezza i capi religiosi, e tutti coloro che facevano del male a quanti erano stati affidati alle loro cure (Matteo 18:6). La Bibbia ci mette anche in guardia da individui che vengono “in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci” e ci insegna che l’autenticità della professione di fede non si giudica dalle belle parole, né da grandi predicazioni, ma dalla condotta concreta. “Li riconoscerete dai loro frutti” (Matteo 7:16).
Ma quando siamo tentati di liquidare tutti i cristiani come ipocriti, oppure di giudicare la fede cristiana come pericolosa e oppressiva, dobbiamo ricordare che gli stessi ideali di giustizia, libertà e compassione affondano le loro radici nella visione biblica del mondo. In realtà, il fatto stesso che Sophie e molti altri provino indignazione davanti agli abusi è già, in una certa misura, il frutto di quella visione del mondo.
L'etica cristiana alla base dei nostri valori
Un numero crescente di commentatori lo riconosce apertamente. Tom Holland, per esempio, autore di Dominion. The Making of the Western Mind, racconta che da giovane pensava che il cristianesimo avesse inaugurato un’epoca di superstizione, mentre l’Illuminismo avesse riportato in auge i valori classici. Studiando però gli effetti del cristianesimo sulla civiltà occidentale, si è reso conto che l’esempio di abnegazione di Cristo e l’etica cristiana, che riconosce il valore di tutta la vita umana in quanto creata a immagine di Dio, costituiscono il vero fondamento di molti dei valori che oggi apprezziamo. Egli scrive:
[Il cristianesimo] è il motivo principale per cui, nel complesso, la maggior parte di noi che vive in società post-cristiane continua a dare per scontato che sia più nobile soffrire che infliggere sofferenza. È per questo che generalmente supponiamo che ogni vita umana abbia lo stesso valore.
Oggi vi sono commentatori, sia cristiani sia non cristiani, che sostengono anche che il rifiuto della visione biblica del mondo abbia effetti catastrofici sulla cultura occidentale. Quando la morale cristiana viene respinta, lo sfruttamento e gli abusi sessuali aumentano. Le comunità soffrono quando i diritti individuali vengono elevati a scapito del servizio al prossimo.
Tutti noi soffriamo quando veniamo frammentati in gruppi identitari concorrenti e addestrati a scorgere aggressioni o ostilità in ogni interazione sociale: sessismo, razzismo, omofobia, transfobia, abilismo. Persone innocenti possono arrivare a vivere nel timore di trovarsi, per una parola sbagliata o per un’espressione infelice, dalla parte sbagliata di un nuovo zelo inquisitorio riguardo all’identità altrui.
La via cristiana è migliore. Al centro della visione biblica del mondo vi è l’impegno a servire il prossimo. Il Dio cristiano è un Dio che si dona. Gesù non è “venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la Sua vita come prezzo di riscatto per molti” (Marco 10:45). Inoltre, le Scritture ordinano ai cristiani di amare i propri familiari, i propri vicini, gli estranei e perfino i propri nemici.
Quando i veri seguaci di Cristo hanno ubbidito a questi comandamenti, hanno contrastato l’ingiustizia e gli abusi e si sono presi cura dei bisognosi.
Questo ha prodotto effetti benefici in ogni ambito della vita: vera libertà, autentico benessere e appagamento. Non è forse questo ciò che tutti desideriamo?
Scopri perché il cristianesimo fa bene al mondo
Dove uomini e donne vivono davvero da discepoli di Cristo, si vedono anche i frutti di una vita nuova.
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